"E’ meglio una testa ben fatta
Il potenziamento cognitivo.
Gli esercizi con carta e matita.
"E’ meglio una testa ben fatta
In Francia, verso gli inizi del 1650, il giovane Blaise Pascal è uno studioso molto abile ed intelligente che vive studiando i principi della matematica e della meccanica già introdotti da René Descartes (meglio noto come Cartesio), l'inventore del piano cartesiano e soprattutto promotore di una filosofia che racchiude le caratteristiche dell'inconscio e dell'essenza che agisce libera (Dio) e dell'essere che è costretto a finire e che non agisce liberamente (le creature viventi, in particolare l'uomo). Egli pubblica come prima opera un saggio di geometria e matematica in cui spiega le coniche che formerebbero una stella non di cinque bensì di sei punte. Tuttavia Pascal non viene compreso completamente dai coetanei, a causa del suo genio precoce.
A causa della sua salute, Pascal passa la maggior parte dei suoi giorni a letto con la febbre, quando non s'imbatte in un gruppo di pensatori di una nuova filosofia che aiutarono il padre dopo una brutta caduta: il giansenismo, nato da Giansenio. Blaise Pascal rimane colpito dalle teorie dei giansenisti, ossia che loro si dichiarano membri di una stretta cerchia ordinata da Dio che avrebbe il compito di diffondere il sapere a tutto il mondo; mentre, sempre secondo le loro teorie, la Chiesa sino ad allora aveva pensato solo ai suoi comodi, sfruttando la povera e ignorante gente.
Pascal sino a quel momento aveva concepito Dio come un qualcosa di impalpabile e superiore che avrebbe generato il mondo, i pianeti e tutto ciò che l'uomo conosce grazie anche alle recenti scoperte scientifiche. Così, passati due anni, nel 1653 Pascal ha una visione durante una notte in cui gli appare Dio che gli comunica di diffondere le sue leggi e le sue regole scritte sulla Bibbia. Inizialmente Pascal non sa come comportarsi perché ormai tutti dovrebbero conoscere le Sacre Scritture, ma non è così. Infatti nei secoli i Papi e i cardinali avevano stravolto i Comandamenti e le Leggi di Cristo e dei profeti, riadattandole in maniera che loro, servendosi di essi, facessero ciò che volevano, garantendo la continuità del loro potere assoluto. Pascal quindi analizza i principi e i sermoni principali di Giovanni Battista ed Isaia che annunciano l'arrivo di Gesù e minacciano il Castigo Eterno per chi non rispetta le leggi di Dio.
Partendo dallo spunto di diffondere il giansenismo, Pascal coglie l'occasione per riflettere anche sull'animo umano e sulla complessità delle idee di ognuno, concludendo che Cartesio si era servito di Dio solo per dare un'origine ai suoi principi da trattare sulla meccanica. Secondo Pascal l'animo umano, assieme ai suoi pensieri, è sempre travagliato e diviso sulle giuste strade da percorrere per giungere alla Verità. Lo spirito è sempre caratterizzato da una ricerca interiore e soprattutto diviso dalla filosofia. Questo pensiero, afferma Pascal nella sua ultima opera importante, può essere concepito sia da un punto di vista cattolico che da uno scientifico per la ricerca delle scoperte. Inoltre Pascal, avrebbe voluto che l'uomo tornasse ai veri valori del Cristianesimo, abbandonando tutte le cose futili, ma muore a 39 anni, dieci anni dopo la sua "conversione".
Nel 1961 la filosofa e teorica politica ebraico-tedesca Hannah Arendt si reca a Gerusalemme per seguire, per conto del New Yorker, il processo al funzionario nazista Adolf Eichmann. Qui rimane sorpresa quando, pensando di trovare un mostro, vede solamente un uomo mediocre. La serie di articoli che scriverà le inimicheranno amici e lettori, ma saranno la forza della verità e il libero pensiero a spingerla avanti.
Nel primo trentennio del 1600, in Francia il giovane studioso Renato Cartesio, compie ricerche sulla geometria analitica, basandosi inizialmente sulle teorie degli antichi greci come Aristotele ed Euclide. Dopo aver approfondito maggiormente gli studi si accorge che le teorie stabilite da quei pensatori sono ora del tutto infondate e prive di senso, giacché per fare nuove scoperte il progresso necessita di nuove idee e formule matematiche. Così Cartesio, dopo aver tentato inutilmente in un viaggio in Italia di far comprendere ai preti e ai suoi interlocutori l'efficienza del copernicanesimo, è costretto ad andare altrove. Infatti, essendo il periodo della Controriforma cattolica con cui si scontrò e perse anche Galileo Galilei, anche Cartesio si trova in un primo momento in pericolo e torna in Francia dove vi è tolleranza e fiducia nelle giovani menti rivoluzionarie.
Dopo questa esperienza, Cartesio si rende conto anche dell'importanza di Dio riguardo l'origine di tutto ciò che conosciamo. Così egli unisce nelle sue opere matematica, geometria e religione, divenendo il primo grande scienziato rivoluzionario del periodo moderno. Infatti nel suo Discorso sul metodo parla del modo in cui si dovrebbe esprimere e concepire i propri pensieri filosofici, fondandosi su teorie matematiche che siano in grado di stabilire quantità ed esistenza delle cose mediante formule e numeri. Inoltre Cartesio comprende l'esistenza di due categorie nettamente differenti ma unite tra loro: la res extensa e la res cogitans. Una si occupa di tutto ciò che ha una fine e che è imperfetto e misurabile (le cose, gli animali e l'uomo), mentre la res cogitans include ciò che è impalpabile, incomparabile e infinito (Dio e l'anima). Partendo da questi due principi Cartesio analizzerà anche il composto anima-uomo e dirà che il corpo umano è un organo perfetto per il suo modo di vivere, ma sarebbe inutile senza quelle particolarità indefinibili che caratterizzano l'anima, personificazione della vita stessa.
Ispirandosi alle "idee" di Platone, Cartesio elaborerà dei principi anche sui pensieri umani, e dirà che Dio è Colui che ha "dato una spinta al mondo per farlo partire", per poi lasciare il controllo di tutto all'uomo. Un altro fatto per cui Cartesio è conosciuto è la sua frase Cogito ergo sum, la quale rappresenta il percorso (mai concluso) dell'uomo riguardo alla ricerca del metodo per comprendere, passo dopo passo, tutto ciò che lo circonda, munendosi dell'ingegno. Mediante il dubbio e lo scetticismo, Cartesio è consapevole di avere una sola certezza: quella di pensare. Perciò, nel momento in cui egli pensa, significa che sta facendo qualcosa, e da qui deriva la certezza inconfutabile riguardo alla sua esistenza. Giunto alla fine del 1640, Cartesio viene invitato a Stoccolma dalla regina Cristina di Svezia per approfondire le sue ricerche filosofiche. Tuttavia, le condizioni climatiche incredibilmente gelide e rigide, unite anche alle abitudini fredde e serrate degli svedesi, sconvolgono la salute di Cartesio, il quale morirà ormai cinquantenne nel 1650.
I film sono un prodotto filosofico. Ogni film, anche il più commerciale, sviluppa un pensiero e mostra qualcosa sulla quale si può riflettere anche e oltre l’intenzione del regista. Alcuni generi si prestano meglio al discorso filosofico, altri meno.
Ci sono poi i biopic: il genere cinematografico che racconta la vita di un personaggio. Ebbene, sono state prodotte alcune biografie cinematografiche sui filosofi. Non moltissime in realtà, però ci sono.
Qui vi propongo la biografia di Socrate, un film "didattico" sul grande filosofo greco, vissuto tra il V e il IV secolo a. C., girato per la televisione da Roberto Rossellini nel 1970.
Il film illustra la vita quotidiana nell’agorà e il pensiero rivoluzionario, che gli procurò l’ostilità di Atene e la successiva condanna a morte, portandolo a scegliere il suicidio.
Tra gli interpreti ricordiamo: Jean Sylvère, Anne Caprile, Bepy Mannajuolo e Riccardo Palacios.
La mafia del Gargano: tra pastori, bestiame e sangue La faida del Gargano è uno dei fenomeni più lunghi e violenti di criminalità organizza...