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venerdì 2 ottobre 2020

Cartesius.

 

Nel primo trentennio del 1600, in Francia il giovane studioso Renato Cartesio, compie ricerche sulla geometria analitica, basandosi inizialmente sulle teorie degli antichi greci come Aristotele ed Euclide. Dopo aver approfondito maggiormente gli studi si accorge che le teorie stabilite da quei pensatori sono ora del tutto infondate e prive di senso, giacché per fare nuove scoperte il progresso necessita di nuove idee e formule matematiche. Così Cartesio, dopo aver tentato inutilmente in un viaggio in Italia di far comprendere ai preti e ai suoi interlocutori l'efficienza del copernicanesimo, è costretto ad andare altrove. Infatti, essendo il periodo della Controriforma cattolica con cui si scontrò e perse anche Galileo Galilei, anche Cartesio si trova in un primo momento in pericolo e torna in Francia dove vi è tolleranza e fiducia nelle giovani menti rivoluzionarie.

Dopo questa esperienza, Cartesio si rende conto anche dell'importanza di Dio riguardo l'origine di tutto ciò che conosciamo. Così egli unisce nelle sue opere matematica, geometria e religione, divenendo il primo grande scienziato rivoluzionario del periodo moderno. Infatti nel suo Discorso sul metodo parla del modo in cui si dovrebbe esprimere e concepire i propri pensieri filosofici, fondandosi su teorie matematiche che siano in grado di stabilire quantità ed esistenza delle cose mediante formule e numeri. Inoltre Cartesio comprende l'esistenza di due categorie nettamente differenti ma unite tra loro: la res extensa e la res cogitans. Una si occupa di tutto ciò che ha una fine e che è imperfetto e misurabile (le cose, gli animali e l'uomo), mentre la res cogitans include ciò che è impalpabile, incomparabile e infinito (Dio e l'anima). Partendo da questi due principi Cartesio analizzerà anche il composto anima-uomo e dirà che il corpo umano è un organo perfetto per il suo modo di vivere, ma sarebbe inutile senza quelle particolarità indefinibili che caratterizzano l'anima, personificazione della vita stessa.

Ispirandosi alle "idee" di Platone, Cartesio elaborerà dei principi anche sui pensieri umani, e dirà che Dio è Colui che ha "dato una spinta al mondo per farlo partire", per poi lasciare il controllo di tutto all'uomo. Un altro fatto per cui Cartesio è conosciuto è la sua frase Cogito ergo sum, la quale rappresenta il percorso (mai concluso) dell'uomo riguardo alla ricerca del metodo per comprendere, passo dopo passo, tutto ciò che lo circonda, munendosi dell'ingegno. Mediante il dubbio e lo scetticismo, Cartesio è consapevole di avere una sola certezza: quella di pensare. Perciò, nel momento in cui egli pensa, significa che sta facendo qualcosa, e da qui deriva la certezza inconfutabile riguardo alla sua esistenza. Giunto alla fine del 1640, Cartesio viene invitato a Stoccolma dalla regina Cristina di Svezia per approfondire le sue ricerche filosofiche. Tuttavia, le condizioni climatiche incredibilmente gelide e rigide, unite anche alle abitudini fredde e serrate degli svedesi, sconvolgono la salute di Cartesio, il quale morirà ormai cinquantenne nel 1650.





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