Dal 1880 al 2012 la temperatura media globale è aumentata di circa 0,85°C. Per rendere l’idea, per ogni grado in aumento, il raccolto del grano cala del 5% circa. Tra il 1981 e il 200, a causa del clima più caldo, la produzione di mais, di grano e di altre coltivazioni principali è diminuita in maniera significativa a livello globale di 40 milioni di tonnellate all’anno.
Gli
oceani si sono riscaldati, la neve e il ghiaccio sono diminuiti e il
livello del mare si è alzato. Dal 1901 al 2010, il livello globale
medio dei mari si è alzato di 19 cm, dato che gli oceani si sono
espansi a causa del riscaldamento globale e dello scioglimento dei
ghiacci. L’estensione del ghiaccio dell’Artico si è ritirata in
ogni decade a partire dal 1979, con una perdita di 1,07 milioni di
chilometri quadrati di ghiaccio in ogni decade.
Si presenta per
tutti un unico scenario: date le attuali concentrazioni e le continue
emissioni di gas serra, è molto probabile che entro la fine di
questo secolo, l’aumento della temperatura globale supererà 1,5°C
rispetto al periodo dal 1850 al 1990. Gli oceani si riscalderanno e i
ghiacci continueranno a sciogliersi. Si prevede che l’aumento medio
del livello del mare raggiunga i 24-30 cm entro il 2065 e i 40-63 cm
entro il 2100. Molti aspetti del cambiamento climatico persisteranno
per molti secoli anche se non vi saranno emissioni di CO2.
Dal
1990 le emissioni globali di diossido di carbonio (CO2) sono
aumentate del 50% circa.
Le emissioni sono aumentate più
velocemente dal 2000 al 2010 rispetto alle tre decadi precedenti.
È
ancora possibile limitare l’aumento della temperatura media a 2°C
rispetto ai livelli pre-industriali utilizzando una vasta gamma di
misure tecnologiche e modificando il nostro comportamento.
Un
cambiamento istituzionale e tecnologico considerevole offrirà una
possibilità migliore che mai che il riscaldamento globale non superi
questa soglia.
Traguardi
13.1
Rafforzare in tutti i paesi la capacità di ripresa e di adattamento
ai rischi legati al clima e ai disastri naturali
13.2 Integrare le
misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e
pianificazione nazionali
13.3 Migliorare l’istruzione, la
sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale per quanto
riguarda la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento,
la riduzione dell’impatto e l’allerta tempestiva
13.a Rendere
effettivo l’impegno assunto dai partiti dei paesi sviluppati verso
la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico,
che prevede la mobilizzazione – entro il 2020 – di 100 miliardi
di dollari all’anno, provenienti da tutti i paesi aderenti
all’impegno preso, da indirizzare ai bisogni dei paesi in via di
sviluppo, in un contesto di azioni di mitigazione significative e di
trasparenza nell’implementazione, e rendere pienamente operativo il
prima possibile il Fondo Verde per il Clima attraverso la sua
capitalizzazione.
13.b Promuovere meccanismi per aumentare la
capacità effettiva di pianificazione e gestione di interventi
inerenti al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati, nei
piccoli stati insulari in via di sviluppo, con particolare attenzione
a donne e giovani e alle comunità locali e marginali.
TEST DA SVOLGERE:
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